COMPLEMENTI AUDIO

  • DI FIERA IN FIERA - La storia della Fiera svizzera di Lugano di Felice Filippini

    © RSI - RETE DUE, Colpo di scena

    Di fiera in fiera (1945) - È il primo lavoro drammaturgico di Felice Filippini realizzato nel 1945 per la neonata sezione sperimentale. Si tratta di 14 scene di vario stile, diffuse giornalmente durante tutta la rassegna, che testimoniano - attraverso veri e propri spaccati antropologici - i primi 10 anni dell'istituzione luganese. Nei dialoghi a due voci si ripercorrevano, con fantasia e precisione, le principali tappe di sviluppo della fiera luganese, dalle lontane origini folcloristiche alla mobilitazione del 1939 fino allo straordinario successo di pubblico degli anni più recenti, di cui si ebbe eco anche sulla stampa estera.

    Prima parte

    Seconda parte

  • I SETTE PECCATI CAPITALI

    © RSI - RETE DUE

    I sette peccati capitali, - Scelto dalla SSR nel 1949 a rappresentare la Svizzera alla prima edizione del Prix Italia tenutasi a Venezia, esso è uno dei pochi programmi anteriori al 1950 conservato nel nostro archivio, che ora, opportunamente restaurato nella sua veste sonora, Rete Due ripropone all'ascolto. La realizzazione rappresenta uno dei momenti più significativi di collaborazione tra i settori radiofonici (la compagnia di prosa, l'orchestra, il coro), che rivela una capacità di mobilitazione e di integrazione delle risorse come mai più fu possibile. Vi concorse l'abilità artigianale di Otmar Nussio, maestro della Radiorchestra, il quale assicurò un respiro quasi cinematografico a un copione già articolato sui vari piani spaziali e temporali della vicenda (l'al di là di San Pietro e del maligno, e le varie situazioni terrene), che indusse la regia (assunta dai due autori) a dar fondo a tutte le risorse sonore possibili, animando una recitazione particolarmente tesa nelle caratterizzazioni poggianti sull'interpretazione magistrale di Marcello Giorda nelle vesti del protagonista.

    Prima parte

    Seconda parte

  • UCCISO DAGLI ANTENATI

    © RSI - RETE DUE

    Ucciso dagli antenati (1963) - In questo caso, Felice Felippini si lascia ispirare dalla famosa antologia di Sergio Solmi «Le meraviglie del possibile», e in particolare dai racconti di Marck Reynold e Frederick Brown. Futuro: anno 3700. Alcuni scienziati decidono di mandare un loro volontario nel passato per scoprire alcune cose (che non sono state capite dalla loro civiltà) sul genere umano nel secolo ventesimo.

  • COME CENTO ANNI FA HANNO ASSASSINATO ABRAHAM LINCOLN

    © RSI - RETE DUE

    Come cento anni fa hanno assassinato Abraham Lincoln (1963) - Il 15 aprile 1865 in un teatro di Washington viene ucciso l'allora Presidente degli Stati Uniti d'America. A compiere il vile gesto è un attore di 26 anni J. W. Booth. Subito dopo l'assassinio, il giovane fugge. Gli amici lo abbandonano. Braccato in un fienile, dopo una sparatoria, viene ucciso. I complici vengono arrestati e processati.

  • UNA DOMENICA PER PIANGERE

    © RSI - RETE DUE

    Una domenica per piangere - È considerato uno dei drammi radiofonici più interessanti di Felice Filippini. Realizzato nel 1973 con la regia sensibile di Francis Borghi è una testimonianza sonora della qualità del lavoro della Compagnia di Prosa con Franca Primavesi e Vittorio Ottino quali protagonisti. È la strana storia di una corsa solitaria in automobile durante la quale Andrea segretario sindacale nota un sacco lungo la strada. I chilometri passano e il dubbio aumenta, la coscienza incalza: avrebbe potuto esserci un uomo in quel sacco.

  • IL SIGNORE DEI POVERI MORTI

    © RSI - RETE DUE - nell'adattamento di Enrico Valsecchi, regia Claudio Laiso, RSI 1997

    Prima parte

    Seconda parte

    Terza parte

    Quarta parte

    Quinta parte

    Sesta parte

    Settima parte

    Ottava parte

    Nona parte

    Decima parte

  • MEDITAZIONE SULLA MASCHERA DI MODIGLIANI

    Amedeo Modigliani in una rievocazione di Felice Filippini e Wladimir R. Vogel

    © RSI - RETE DUE, Perle d'archivio

    Il 31 marzo 1962 veniva inaugurato alla presenza di autorità cantonali e federali il nuovo Studio RSI a Lugano-Besso. Per l'occasione la direzione della RSI aveva commissionato a Felice Filippini, allora capo del dipartimento parlato, e al compositore Wladimir Vogel un'opera da eseguirsi nel concerto di gala per la storica giornata. Filippini scelse di scrivere un testo ispirato alla vita e all'opera di Amedeo Modigliani partendo da una meditazione sulla maschera mortuaria del pittore oggi conservata al Museo d'Arte Moderna di Parigi. Meditazione sulla maschera di Modigliani, questo il titolo del poema, è un toccante omaggio alla figura del celebre pittore livornese, parigino d'adozione, che da protagonista visse un'epoca irripetibile della cultura europea. Nel dare forma musicale al testo di Filippini, Wladimir Vogel poteva contare su un ampio organico; la partitura era infatti destinata all'Orchestra e al Coro della RSI e a solisti vocali. Una voce narrante, quella di Anton Gronen-Kubitzky, completava il cast degli esecutori affidati alla direzione di Edwin Loehrer.

    Compositore di origine russo-tedesca Wladimir Vogel visse per un trentennio, a partire dal 1936, a Comologno e Ascona. Era nato a Mosca nel 1896 ed era stato avviato alla musica da Alexander Scriabin. Si era poi trasferito a Berlino dove fu allievo di Ferruccio Busoni. Il suo forte temperamento lirico-drammatico lo portò all'adozione di un linguaggio di tipo espressionista allargato a modalità proprie della dodecafonia. Significativo è anche stato il suo tentativo di giungere a una sintesi compositiva fra i due mondi dell'Est e dell'Ovest.

    La sequenza selezionata per questo ascolto è la parte conclusiva della Cantata: Modigliani morente vive gli ultimi momenti del suo grande amore per Jeanne Hébuterne, la giovane compagna e modella che il giorno dopo la morte di Amedeo si gettò dal quinto piano. Non parteciperà con gli amici commossi al funerale la gli sarà accanto per sempre nel cimitero di Père-Lachaise.

  • A 60 ANNI DALL'ULTIMA FIERA SVIZZERA DI LUGANO

    © RSI - RETE DUE, Il punto, di Gianni Delliponti

    Ospiti in diretta dell'edizione odierna de Il punto, Pietro Montorfani ricercatore presso l'archivio storico della città di Lugano, Francesca Giorzi responsabile del settore Drama della nostra radio e con loro il collega Orazio Martinetti che al Ticino che fu fra gli anni trenta e gli anni cinquanta ha dedicato un saggio. Tutti e tre per parlarci da osservatori diversi, di quella che per 20 anni è stata. La manifestazione economica più importante del Cantone Ticino e al contempo l'evento culturale per eccellenza della Svizzera italiana: La Fiera svizzera di Lugano, probabilmente l'espressione più significativa della vitalità di questa regione, per ricordare la quale è in preparazione una mostra che aprirà le sue porte nel corso del prossimo mese di settembre e della quale sopravvive nei nostri archivi uno stupendo radiodramma a puntate con il quale, nel 1943 Felice Filippini ripercorse le principali tappe di sviluppo della fiera luganese.

  • GERONIMO Arte

    © RSI - RETE DUE, Geronimo arte a cura di Emanuela Burgazzoli

    Felice Filippini è stato un artista dai molteplici talenti - pittore, romanziere, poeta, traduttore e saggista - che ha ottenuto riconoscimenti, al di là dei confini ticinesi e svizzeri, molto presto, già dalla fine degli anni Trenta. Alla repentina ascesa seguirà però a un certo punto una fase di diffidenza da parte della critica. La mostra allestita fino al 10 gennaio negli spazi della Pinacoteca Casa Rusca di Locarno intende far luce sul suo percorso pittorico, mostrandone la complessità, al di là dei luoghi comuni che con il tempo si sono accumulati attorno alla figura dell'artista ticinese.

  • RETROSPETTIVA FELICE FILIPPINI alla Pinacoteca Casa Rusca di Locarno

    © RSI, Al microfofno di Jenny Alessi, Rudy Chiappini, curatore della mostra.

    Fino al 10 gennaio 2016 la Pinacoteca Casa Rusca di Locarno propone una mostra dedicata all'artista Felice FIlippini. L'esposizone vuole valorizzare il percorso pittorico dell'artista ticinese, mostrandone l'estrosità e la passionalità, al di là dei luoghi comuni che con il tempo si sono accumulati attorno alla figura dell'artista ticinese considerato complesso.

  • RITRATTO MAGNETOFONICO

    © RSI - RETE DUE, di Flavio Stroppini, autore e regista. Con Claudio Moneta, Matteo Carassini, Enrico Bianda, Diego Gaffuri registrazione e montaggio Yuri Ruspini, Angelo Sanvido.

    Felice Filippini fu un personaggio eclettico, carismatico, ricolmo di curiosità e passioni. Per lui "Non avere qualcosa da dire rimava con morire", essere "onesti e scomodi" era l'unica soluzione per potersi guardare allo specchio e addormentarsi. Ne ho conosciuti di uomini e donne di questa levatura, con questa fame animale per la vita, ben coscienti di tutto quanto il loro divorare avrebbe comportato. Li ho ammirati e presi a esempio. E tutti quei pochi, con quel coraggio lì intendo, allertano dal vagabondare in quel territorio di chiaroscuro che è il mescolarsi di arti. "Attenzione all'amore per la gente!" aggiungono "Porta a ritrovarsi nelle strade, con gli sconfitti, con gli ultimi, ma è vita!".

  • RAPPORTO AGLI EREDI

    © RSI - RETE DUE, Domenica in scena

    Inedito di Filippini nell'adattamento radiofonico e regia di Flavio Stroppini.

    Con Mario Cei (Felice Filippini), Antonio Ballerio, Massimiliano Zampetti, Gualtiero Scola, Tatiana Winteler. Tecnici del suono: Yuri Ruspini. Produzione: Francesca Giorzi. RSI 2017 (nuova produzione)

    Una lettera scritta ai propri figli diventa, nelle fantasiose mani di Felice Filippini, un caleidoscopico Rapporto agli eredi. Scritto sotto forma di diario il testo è stato per anni a riposare nel Fondo Felice Filippini presso l'Archivio Prezzolini della Biblioteca Cantonale di Lugano. Nell'anno del centenario della nascita del poliedrico artista ticinese Rete Due ha scelto di raccontare questa storia intrigante, che rivela alcuni meccanismi del mondo dell'arte ai più sconosciuti. Se Rapporto agli eredi avesse un sottotitolo questo sarebbe "Di come Felice Filippini affondò in un mare popolato da squali e ne riemerse con ferite non letali".